TEATRO CLANDESTINO

TEATRO CLANDESTINO

Il laboratorio di Teatro e Cittadinanza è un incubatore di senso della poetica Papage: pensare ad un progetto culturale per un territorio significa prima di tutto intrecciare relazioni con coloro che su quel territorio vivono e che sono i protagonisti primi del progetto medesimo. Un gruppo eterogeneo e intergenerazionale di cittadine e cittadini – di Pomarance (PI), Monterotondo Marittimo (GR), Genova – lavora in officina teatrale con i professionisti della Compagnia per realizzare percorsi di ricerca e arrivare a creare spettacoli teatrali.

Teatro Clandestino è un cantiere di sperimentazione (tra formazione e produzione), vuole offrire a chi vive i territori come fruitore di cultura, l’opportunità di divenire anche parte attiva di un processo creativo che ha lo scopo di riscoprire e valorizzare un teatro nato dal basso, necessario, presente, capace di accogliere e far crescere un pubblico attento, consapevole e sempre più partecipe.

Approfondimento – Storia del progetto 

Il primo laboratorio di Teatro e Cittadinanza nasce a Pomarance e prende il nome di Cittadini in Scena. Dopo aver lavorato dal 2008 sui temi dell’appartenenza e del paese (spettacolo O nini… vedrai! 2009), dei conflitti come scontro di forze contrapposte che sprigiona energia (spettacolo Conflitti 2010 – presentato a Volterra Teatro), della verità (spettacolo Confessioni 2011-2012 presentato a Volterra Teatro), nel 2013 Cittadini In scena continua a lavorare sul tema della verità fino a realizzare una particolarissima interpretazione di Così è (se vi pare) di Pirandello, lavoro in cui diviene centrale il ruolo del coro, inteso come insieme di individui diversi, che unisce, amalgama, ma contemporaneamente rispetta e mantiene integre le individualità, tutela le differenze pur creando un insieme. Nel 2014 nel gruppo prende vita l’idea di cimentarsi in un progetto a tappe sul tema dell’identità (2014 prima persona singolare – 2015 seconda e terza persona singolare), che indaghi e metta in scena la grammatica dell’esistenza, ovvero la ragnatela delle relazioni possibili tra persone. Coniugazioni, il titolo scelto per il percorso e per il suo esito performativo, vuole indicare lo sforzo artistico di raccontarsi attraverso la coniugazione del verbo essere. Nel 2017 i gruppi di teatro e cittadinanza hanno portato avanti un confronto con l’opera di uno scrittore toscano d’eccellenza: Renato Fucini (nato a Monterotondo M.mo), per riscoprirla e per riappropriarsi con orgoglio della propria storia e tradizione. L’intervento performativo del gruppo è andato in scena durante la serata dedicata all’XIII edizione del Premio Fucini. Nel 2019 il gruppo cambia nome in Teatro Clandestino. Nel biennio 2020-2021 i partecipanti, guidati da Officine Papage, hanno creato l’iniziativa Sofà Teatro – platee virtuali per spettacoli digitali, realizzando attraverso la piattaforma Zoom 13 spettacoli “della comunità per la comunità”. Nell’estate del 2020 all’interno del Festival delle colline geotermiche, Teatro Clandestino ha portato in scena lo spettacolo Finestre clandestine: nelle piazze di Pomarance e Monterotondo Marittimo il reticolato di inquadrature video ha preso la concretissima forma della facciata di un palazzo alle cui finestre il pubblico ha visto affacciati i “clandestini”, tornati in presenza dopo mesi di lockdown, urlanti, buffi e insospettabilmente familiari abitanti di un insolito condominio. 

Conduce il laboratorio Marco Pasquinucci, in collaborazione con artisti ospiti.

Produzione