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L’IMBARAZZO DELL’INFINITO

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Esperienza per spettatore solo

da un’idea di Marco Pasquinucci
drammaturgia di Mariagiulia Colace
ispirato al racconto L’uomo bicentenario di Isaac Asimov
con Marco Pasquinucci
audio e suoni Diego Ribechini
produzione Officine Papage

L’imbarazzo dell’infinito è un’esperienza teatrale pensata per un solo spettatore alla volta. Non una riduzione intima dello spettacolo dal vivo, ma un suo ripensamento radicale: il teatro come relazione esclusiva, come incontro che accade una sola volta e non può essere replicato identico. Al centro dell’esperienza c’è una voce. Una voce che osserva, interroga, apprende. Una voce che non appartiene, inizialmente, a un corpo visibile. Si presenta come una macchina, un’entità capace di studiare il comportamento umano, di riconoscere emozioni, di imitarle, di simularle. Lo spettatore è solo, accompagnato esclusivamente dall’ascolto in cuffia. La relazione che si instaura è reale: la voce pone domande e lo spettatore è chiamato a rispondere. Non esistono risposte giuste o sbagliate, né percorsi prestabiliti. Ogni esperienza è unica, costruita sull’incontro tra quella voce e quella persona, in quel momento preciso.