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GAIA, COME STAI?

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con Emanuele Niego
progetto e drammaturgia Marco Pasquinucci
testo Silvia Elena Montagnini, Marco Pasquinucci, Emanuele Niego e Benedetta Tartaglia
Voci Gabriele Bigioni, Simone Menniti , Jessica Tedesco, Luna Fogu, Jessica di Muro, Jacopo Parisi, Manuel Ferrara, Gianluca D’ambrosio, Lorenzo Del Romano, Gakuma, Dario Agatea, Ilaria Pardini, Silvia Elena Montagnini, Giorgio Vierda, Marco Pasquinucci, Benedetta Tartaglia, Angela Ameli, Marco Gistri
regia Marco Pasquinucci
aiuto regia Benedetta Tartaglia
costumi, scenografia e oggetti di scena Filippo Grandi, Giulia Grandi
disegno luci Alice Mollica, Diego Ribechini
organizzazione Annastella Giannelli
produzione Officine Papage

Protagonisti di questa storia sono Gaia, “la stanca mamma di otto miliardi di figli”, e l’adolescente Olmo, uno di questi figli, uno di noi.

Gaia, la Madre Terra, è decisamente di pessimo umore: è inquinata, sta finendo le energie, ed è stracolma di tutto ciò che rifiutiamo, che buttiamo, che decidiamo essere ormai inutile. Olmo ci rappresenta, inconsapevoli consumatori su un pianeta in difficoltà, sempre più numerosi, insostenibili, pronti a prendere… e buttare via, come nella Città di Leonia, nata dalla penna di Italo Calvino. Le giornate di Olmo e di chi gli sta intorno sono scandite dalla regola del “Cambia e butta”: ogni mattina tutto si deve aggiornare, quindi bisogna buttare via il vecchio per fare posto al nuovo. Ma nel mondo di Olmo, così simile al nostro, ma non del tutto uguale, non sono solo gli oggetti a diventare rifiuti: qui, secondo la logica del “Cambia e butta”, si può buttare via e sostituire tutto, anche la propria identità, le relazioni, persino i propri genitori.

Ma si può davvero buttare tutto? Dove? E se anche noi, all’improvviso, diventassimo rifiuti? Quante volte ci rifiutano? E le parole brutte e inutili, dove vanno a finire? Nell’ambiente no, ma in altri posti, forse, dentro di noi. E quanto posto c’è per gli scarti degli altri? Quando gli altri si lamentano, si parlano addosso, quando fanno domande ma non ascoltano le risposte? La vita creata dal “cambia e butta”, moderna, frenetica, efficiente, sempre al passo con i trend, sembra avere solo risvolti positivi, eppure un problema c’è: lo spazio. Il vecchio occupa spazio, ma anche il nuovo occupa spazio; così Gaia è sommersa di rifiuti, sempre più piena, sempre più affaticata, costretta a rimpiangere i giorni lontani in cui era la più bella del sistema solare.

Olmo, colto in questo vortice di continuo cambiamento, riesce però ogni tanto a trovare il suo spazio, a crearselo: a volte si ferma, indossa le sue cuffie e ritaglia per sè stesso un momento di silenzio, smettendo di ascoltare il frastuono del “Cambia e butta”. E proprio nel silenzio, lasciandosi lo spazio di riflettere, di dissentire, Olmo comincia a pensare che quello che accade non vada tanto bene, si chiede cosa succederà quando lo spazio finirà… e si renderà conto che, forse, l’unica cosa che resta da cambiare sono le nostre abitudini sbagliate