di
Davide Tolu
direzione drammaturgica
Marco Pasquinucci
regia
Marco Pasquinucci
con
Stefania Maschio
Marco Pasquinucci
Matteo Manetti
costumi
Valentina Albino
audio/luci
Andrea Torazza
durata
70'
Finalista Premio Fondi. La Pastora 2006, Menzione Premio Letterario Nazionale Il Camaleonte 2006, 3° Premio In Divenire. Teatro Garage e Porto Antico Genova.
La vita di Agnese, un’anziana partigiana che da molti anni vive sola e isolata nella sua casa sulla collina, è sconvolta dall’arrivo di un giovane confuso e passionale proveniente dalla città. I due caratteri forti si scontrano ma anche si attraggono nonostante la forte differenza d’età, in modalità impreviste e poetiche. Da che cosa sta fuggendo, Matteo? Forse aiutare il ragazzo rappresenta l’ultima “missione” di Agnese. Forse Agnese è l’unica compagna possibile per Matteo. Il delicato equilibrio è reso ancor più complesso dall’irruzione di uno strano personaggio, nota di esilarante follia metafora della volgarità dei nostri tempi. Agnese Odiosa Agnese è incontro generazionale, celebrazione della memoria ma anche riflessione su una società che ha perduto i suoi ideali. L’allestimento scenico è concentrato su pochi oggetti simbolici: le lenzuola bianche che Agnese appende e ritira ad ogni cambio scena, qualche vecchia pentola e vecchi attrezzi agricoli, rigorosamente autentici. Lo spettatore è dunque accompagnato in una visione scontornata in cui i personaggi emergono dal fondale indistinto come in sogno. La figura della partigiana si ispira alla protagonista del romanzo “L’Agnese va a morire”: a lei quale simbolo che, nel suo tempo, seppe prendere decisioni importanti, si pongono le domande più pressanti dell’oggi.
“Spettacolo ironico e innovativo che affronta temi attuali quali la solitudine e il confronto tra le generazioni.”
(Il Giornale, 7 aprile 2010)
“In circa settanta minuti di spettacolo il testo offre una notevole quantità di spunti, "utili" per la riflessione: ripensare alla Resistenza senza retorica, ma con rispetto per quegli ideali che salvarono l'Italia; rivedere il rapporto fra vecchi e giovani; riproporre la poesia della natura; liberarsi dall'invadenza della televisione, spesso urtante e sguaiata. Bravi i tre interpreti: dalla intensa Stefania Maschio al passionale Matteo Manetti, al fantasioso e ironico Marco Pasquinucci, che è anche il regista dello spettacolo, che vale la pena di vedere.”
(Clara Rubbi, Corriere Mercantile, 11 aprile 2010)
“Nella pièce l’incontro struggente di due universi distanti, per generazione e provenienza, ma capaci di comprendersi perché comunque in ascolto l’uno dell’altro. […] Agnese odiosa Agnese guarda alla lotta partigiana e ai giovani di oggi con uguale densità. C’e da sperare che qualche scuola se ne accorga.
(Giovanna Profumo, Olinews.it, 14 aprile 2010)